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Centro audiovisivo e mediatico sulla rappresentazione dell’infanzia e dell’adolescenza
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Speciale> La classe di Laurent Cantet


Costruire i saperi democraticamente


Meritata Palma d’oro allo scorso Festival di Cannes, La classe di Laurent Cantet è uscito in questi giorni nelle sale italiane. Per l’occasione, CAMeRA ha preparato diversi materiali di approfondimento per i suoi lettori: recensioni, letture, un’intervista, rimandi bibliografici e filmografici, link utili, materiali didattici, iconici e audiovisivi. Ce n’è per tutti i gusti.
Abbiamo pensato, infatti, che il modo migliore per celebrare questo piccolo avvenimento cinematografico fosse quello di realizzare una serie di contenuti che rilanciassero lo spirito (pedagogico) del film, il suo approccio, apparentemente disordinato ma diretto e paritario, agli avvenimenti e alle relazioni interpersonali, la sua capacità di aprire finestre sul mondo (pur restando ancorato al microcosmo dal quale ha origine), il coraggio di affidare la genesi di una creazione ad un processo condiviso ed integrato.
L'intervista a Cantet, anzi la sua lezione di media education, si scoprirà quale metodo ha utilizzato per lavorare con i ragazzi. Più che un regista è stato un coordinatore artistico, un veicolatore di saperi che non sono stati trasmessi verticalmente da docente a discente, da regista ad attore, ma sono nati nella relazione e nella negoziazione quotidiana tra i soggetti che hanno preso parte al “tournage” (regista, interpreti, sceneggiatori, cameraman, ecc…). In qualche misura, Cantet ha fatto sul piano della creazione artistica ciò che sul piano della didattica François Bégaudeau ha sperimentato quotidianamente quando era insegnante di scuola media.
Una forma di relazione, questa, che Michele Marangi ha compiutamente analizzato in alcune pagine del suo Insegnare il cinema. Lezioni di didattica multimediale che, per l’occasione, pubblichiamo sintetizzato nella sezione dei saggi. Pedagogia postmoderna, multimediale, non priva di criticità, quella proposta da Cantet e Bégaudeau, che ha l’obiettivo di suscitare un dibattito sulla scuola che non parta dalle contrapposizioni e dalle ideologie cristallizzate, ma si appoggia al farsi pedagogico di ogni giorno.
Per questo motivo il sito vorrebbe diventare, nelle prossime settimane, una agorà, o con parole più semplici, un luogo in cui si concretizza questo dibattito. Invitiamo i nostri lettori – insegnanti, studenti, semplici appassionati di cinema, operatori sociali, critici – ad intervenire alla costruzione partecipata di questo speciale, inviando recensioni, interpretazioni, critiche o resoconti di attività didattiche nate attorno al film, dentro o fuori le quattro mura di una classe. Invitiamo soprattutto gli studenti o le classi a partecipare al confronto, visto che di rappresentazione adolescenziale e di una loro immagine allo specchio si tratta. Pubblicheremo tutto ciò che di significativo ci arriva sul tema perché qualsiasi documento può rappresentare un piccolo tassello per facilitare la diffusione del film nelle classi e tra gli spettatori.
Sebbene non impaginato come tale, l’insieme dei contenuti di analisi de La classe si presenta – di fatto – come un materiale didattico per insegnanti (e non), un materiale non pre-configurato, ma malleabile, anzi disponibile ad essere manipolato da chiunque voglia utilizzarlo a supporto delle sue attività scolastiche o pedagogiche. In sintesi, niente di già masticato, ma molto di masticabile.

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Trailer e link esterni
Insegnare cinema: lezioni di didattica multimediale di Michele Marangi

 

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Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Centro nazionale di documentazione e analisi per l'infanzia e l'adolescenza, Istituto degli Innocenti